DOCUMENTO PER UNA PROPAGANDA CINEMANTICA

Nella ricerca di nuove risorse per la creazione di nuove tecniche di produzione artistica, dobbiamo anteporre un movimento di intersezione, di passaggio, inverso: cercare «l’ignota voce», il nuovo, l’altro nelle vestigia di ciò che è dimenticato, di ciò che è perduto. Di ciò che è perduto nella densa nebbia dell’indifferenza… Fuga dalla ragione monotona verso il dominio della passione desiderosa di esprimersi.
La dialettica (suprema arte di domandare e rispondere) della ricerca di nuove tecniche di creazione dell’immagine-musica fa sì che quanto più si avanzi, nel senso di frammentare la sensibilità e l’intelligenza, tanto più sia necessario risalire alle sorgenti dove l’intelligente e il sensibile incontrano l’inusuale. Nuovo.
Dalla realtà virtuale elettronica, di computer grafica, dall’olografia è necessario ritornare all’ombra della caverna, alla schiagrafia (che nasce con Saurio di Samo che traccia il profilo di un cavallo contro il sole) e ai primi rituali sensibili di espressione artistica. Quante più immagini-macchina ci saranno, tanto più necessario sarà il disegno rupestre, questo primo e piccolo angolo intellettuale del nostro mondo. Dice Rousseau che è stato l’amore a inventare il disegno. Bataille dice che i primi graffiti rupestri sono allusioni sessuali.
Quali sono le antiche tecniche legate alla creazione dell’immagine-musica-parola che generano altre forme di creazione?
In quest’esposizione delle arti scomparse arriviamo a qualcosa? E come ci arriviamo?
Goethe in un passo dei suoi dialoghi con Eckermann afferma con accortezza: «E’ necessaria la simpatia per ciò che ci è estraneo».

E’ proprio della nostra natura servirsi delle arti per rendere presente l’assente, e rappresentare ciò che non può essere percepito. Platone rende problematica, o per lo meno complica, la novità nelle arti pur essendo egli stesso una novità. Il sentimento di Platone rispetto all’azione intensa esercitata dall’arte sullo spirito umano è la spiegazione della sua posizione rigorosissima rispetto agli artisti. Le sue affermazioni ci scandalizzano e spesso ci indignano. Ma il problema che Platone ci sottopone continua a riproporsi: come può l’arte influenzare l’uomo perché ristabilisca l’equilibrio indispensabile all’esistenza, e ancora, come si può formare il gusto del pubblico senza schiavizzarlo?
Perduto nella notte dei tempi appare un segnale universale che rivela la natura umana: la pratica dell’incantamento magico. L’incantamento è il prototipo dell’arte musicale, del canto, del ritmo. L’incantamento magico è l’origine comune della musica e della poesia.
Noomanzia, suggestioni intuizioni che parlano della saggezza, dell’intelligenza, della conoscenza, dell’osservazione metodica e sperimentale. La forma sensibile come segno di una realtà invisibile.

Esistono una lunga lista e una vasta bibliografia degli innumerevoli metodi di osservazione e di pratica divinatoria. Oggi in questa lunga lista includeremo il cinema: l’arte (cinematografica) della comprensione e della captazione della luce e dell’illusione del movimento, l’immagine immaginante, il cinema è un eterno dislimite, il fissaggio sensibile e lo sviluppo chimico di una macchina-pensiero. Segno espressivo di certi contenuti mentali. Cinema musica della luce: CINEMANZIA.

P.S. Il Brasile, paese della macumba, dovrà risvegliarsi un giorno alle arti mantiche (di altra economia, per fortuna) del suo passato multiculturale. Così come la flora amazzonica, che quando sarà finalmente scoperta e decifrata cambierà l’igiene dell’umanità, le nostre arti divinatorie rinate moltiplicheranno, mettendole in stretta relazione, altre tecniche alle fonti di nutrimento dell’espressione artistica e culturale. Il Brasile perduto (ex Eden) avrà quindi il suo banchetto dell’immortalità…

Julio Bressane

(schegge da un testo del 1987, ora tradotto integralmente in Julio Bressane, a cura di S. Fina e R. Turigliatto, Torino Film Festival 2002)

 

[nella foto, Julio Bressane manovra la scena nel suo ultimo film “Seduçao da carne” (2018)]