A MOSCA CIECA (Director’s Cut) | Romano Scavolini

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EUROPEAN DISTRIBUTION

A MOSCA CIECA (Director’s Cut) di Romano Scavolini

con Carlo Cecchi, Laura Troschel, Emiliano Tolve, Remo Remotti, Joseph Valdambrini, Ciro Moglioni, Cleto Ceracchini, Paola Proctor, Pippo Franco.

1966 Italia
b/n – colore, 79 minuti
Lingua: Italiano

Ripristino della Versione originale voluta dal regista in 2K. Lavorazioni effettuate presso il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale a partire dal negativo 16mm originale del film.

In sala dal 2018

Lungometraggio d’esordio di uno dei più inclassificabili registi italiani, Romano Scavolini (nato a Fiume nel 1940), autore, tra l’altro, del Nightmare (1981) che ha ispirato la celebre saga horror lanciata da Wes Craven qualche anno dopo. Ha un che di paradossale la sorte di questo oggetto non identificato del cinema italiano che la Commissione di censura bocciò per tre volte, con la scusa della “pornografia”, forzandolo a una clandestinità durata cinquant’anni, interrotta dal recente ritrovamento del negativo 16mm della prima versione, quella voluta dal regista prima dei tagli e degli interventi chiesti da Moravia (che suggerì – da membro della Commissione – di aggiungere alcuni dialoghi che “spiegassero” l’inspiegabile gesto omicida di Carlo Cecchi che sta alla base del film e che il titolo dichiara molto apertamente). È un film letteralmente mai visto: la copia circolata occasionalmente fino a oggi infatti è quella rifiutata definitivamente dal Consiglio di Stato in suprema istanza, piuttosto lontana da quella originale (rimaneggiata per tre volte per ovviare ai divieti censori) che dopo mezzo secolo torna a farsi viva con tutta la sua impudente radicalità. Non c’era spazio nell’Italia del 1966 per un cinema come questo, amorale, sfacciatamente sregolato, ‘rubato’ all’economia asfissiante dell’industria cinematografica, troppo oltre anche rispetto ai canoni nouvellevaguisti importati da noi dal giovane Bertolucci. Non mancarono tuttavia sostenitori illustri che lo difesero. Una primissima versione del film, di sei ore, spinse Ungaretti a convincere Enzo Nasso a distribuirlo (purché – su richiesta di quest’ultimo – fosse riportato a una durata ‘normale’). Per Elsa Morante A mosca cieca era il film che spazzava via definitivamente il neo-realismo.
Alla fine l’invisibilità ha giocato a favore di questo grande film-fantasma, favorendone una fama postuma, in assenza, per così dire. Ora che ritorna dove non è mai stato possiamo toglierci la benda davanti agli occhi e vederlo avanzare guidato unicamente dalla propria accecante libertà.
(Donatello Fumarola, Catalogo “Cinema ritrovato” 2017)

Debut feature film of one of the most difficult to classify Italian directors, Romano Scavolini (born in Fiume in 1940), creator of, among other things, Nightmare (1981), which inspired Wes Craven’s famous horror saga some years later. There’s something paradoxical about the fortunes of this unidentified object of Italian cinema, which the Censorship Commission rejected three times for “pornography” and forcing it to an underground life for fifty years until the 16mm negative of the first version was recently unearthed (and digitally restored); this version was the director’s cut before the editing and additions requested by Moravia (who as a member of the Commission suggested adding certain dialogue to ‘explain’ Carlo Cecchi’s inexplicable act of killing, the foundation of the film stated very openly by its title – ‘blind man’s bluff’ in English). It is literally a film that has never been seen: the copy that occasionally resurfaced is in fact the one definitively rejected by Italy’s Council of State, rather distant from the original (reworked three times so as not to be banned), which half a century on has come back to life with all its bold radicalism. There was no room in the Italy of 1966 for a film like this: amoral, blatantly unregulated, ‘stolen’ from the suffocating economy of the film industry, and way beyond the rules of New Wave cinema imported by a young Bertolucci. However, there was no lack of famous supporters who defended it. A very early version of the film, six hours long, encouraged Ungaretti to convince Enzo Nasso to distribute it (provided that – at the request of Nasso – it was cut back to a ‘normal’ running time). For Elsa Morante A mosca cieca was the film that finally swept aside neorealism. In the end, invisibility played in the favor of this great ghost-film, giving it posthumous fame, in its absence, so to speak. Now that it’s back to where it never was, we can take off the blindfold and see it move forward, guided only by its blinding freedom. (Donatello Fumarola, “Cinema ritrovato” Catalogue 2017)

STAMPA

Nicola Settis, Cinelapsus, 28 giugno 2017

 

PROIEZIONI / SCREENINGS

Giugno 2017 @ Cinema Ritrovato – Cineteca di Bologna | Bologna

January 2018 @ International Film Festival Rotterdam | Rotterdam